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DUE LIBRI PER CAMMINATORI SOLITARI: WILD E VIANDANZA

  • Immagine del redattore: writewaveswalk
    writewaveswalk
  • 26 dic 2021
  • Tempo di lettura: 2 min




È mentale il primo passo che compie ogni camminatore solitario su lunghe distanze; il primo passo è immaginare il viaggio e capire quanto siamo pronti. Prima di essere preparati fisicamente è necessario essere pronti a livello mentale ad affrontare un viaggio molto intenso che comprende fatica, stanchezza, dolori, impegno, capacità di adattarsi agli imprevisti, resistenza e determinazione. Sono stati due, in particolare, i libri che hanno confermato la mia intenzione di programmare il cammino di Santiago in solitaria: Wild di Cheryl Strayed e Viandanza di Luigi Nacci. Sono due libri perfetti per tutti coloro che vogliono intraprendere un cammino su lunghe distanze oppure per chi, avendolo già percorso, vuole ritrovare quelle emozioni e sensazioni che accompagnano il camminatore solitario lungo il viaggio.

«Il mio trekking solitario di tre mesi sul Pacific Crest Trail ebbe molti inizi. C’era stato il primo inizio, la decisione impulsiva di farlo, seguito dal secondo, la decisione più seria di farlo davvero, e quindi c’era stato il terzo, interminabile inizio, costituito da settimane di acquisti, bagagli e preparativi». Cheryl Strayed conduce il lettore non solo lungo le tappe che scandiscono il suo cammino lungo il Pacific Crest Trail, ma anche lungo le conquiste personali. Quello di Cheryl, giovane donna coraggiosa, è infatti un percorso di guarigione in seguito ai drammi che hanno definito la sua vita familiare. Wild è un libro che insegna come non permettere al dolore di cambiarci, ma di affrontare con consapevolezza ciò che accade e, passo dopo passo, lasciare che l’amore che ci è stato donato ci guidi anche quando una persona cara non c’è più.

«Io dove sono? Sono dentro la mia vita, o la osservo scorrere dall’esterno? E se vi sono dentro, a che punto mi trovo? Sono orientato nel verso giusto? E se ho sbagliato, come posso tornare indietro? Queste domande, anche se non hai potuto o voluto confessarle a te stesso, ti hanno portato a prendere la decisione di partire».

Luigi Nacci con il suo Viandanza indaga sul significato di pellegrino sulle domande che ogni viandante, colui che va per la via e che dalla via si fa attraversare, si pone prima di partire e che, magicamente, spariscono appena si intraprende il cammino – in questo caso quello verso Santiago de Compostela. Insiste sulle emozioni e sensazioni del viandante: paura, fatica, connessione profonda con la natura, stupore e molto altro.




 
 
 

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